Opera Enriques
Nel corso dell’anno scolastico 2017/18, la classe 3^A del Liceo scientifico tradizionale ha realizzato un pannello raffigurante Federigo Enriques in Alternanza scuola-lavoro. L’opera è stata ideata insieme al prof. Alessandro Carozzi, docente presso il Liceo omonimo, membro della Famiglia artistica lissonese e pittore.
Negli ultimi giorni di lezione del 2018, il pannello è stato affisso all’entrata dell’Istituto per accompagnare qualunque visitatore in una sorta di itinerario visivo nella figura e nel pensiero del matematico e filosofo che dà nome alla scuola. La didascalia posta accanto all’opera riporta una citazione dell’autore, che recita: ”La scienza non mira soltanto agli acquisti positivi che si traducono in immediate utilità sociali: essa  (..) vuole anche porgere un’intuizione che tutti gli uomini possano assorbire nella propria individuale visione della vita e del mondo, e che fra tutti crei, come legame di solidarietà, lo stesso criterio del vero” (1912). Si tratta di una dichiarazione di fiducia nel metodo scientifico, inteso come fonte di un sapere critico, di cui l’umanità può beneficiare come paradigma comune, capace di generare confronto plurale e tolleranza.
Sapere scientifico e tradizione umanistica non si contrappongono in una sorta di gerarchia di valore (come intendeva il neoidealismo) ma si compenetrano in una visione della conoscenza e dell’umano aperta a una nuova “intuizione” di valore e alla “solidarietà” dialettica tra diversi. Altresì la cultura scientifica deve permeare il paradigma educativo: “Dobbiamo abituare i giovani a sottoporre ad una critica scientifica imparziale il loro giudizio, facendo astrazione, per quanto possibile, da interessi e sentimenti perturbatori, eccitarli a vedere sempre chiaro nei moti delle loro azioni” (1921).
Questo vuole essere il significato dell’opera: il volto abbozzato di Federigo Enriques sullo sfondo di un cielo stellato, oggetto infinito di esplorazione per gli uomini, in cui si staglia una specie di flusso verticale di parole, ad indicare  il legame duplice con la terra e con il cielo, e la profondità della ricerca dell’uomo e sull’uomo. In alto, sulla sinistra, sta una mano creatrice che regge un triangolo, simbolo dell’intima perfezione del mondo ma anche dello sviluppo infinito della conoscenza, che si accresce tramite ritorni e spinte in avanti, come fosse il gioco infantile dell’altalena.

     
     
     
 
 
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